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ASSOCIAZIONE

Luigi Bacci

Ass.

Associazione Luigi Bacci

L’associazione “Luigi Bacci” nasce nel 2020, per volontà dei figli Giovanni, Giovanna, Cristina, Francesco e Massimo, per far conoscere la figura del padre, non solo quale personaggio di spicco nel mondo del credito marchigiano, ma anche sul piano umano e personale.

L’associazione, che non ha scopo di lucro, persegue finalità di solidarietà sociale, con particolare attenzione ai giovani ed allo studio.

In base all’atto costitutivo, infatti, tra le sue attività, è prevista l’organizzazione di eventi, con premi e borse di studio. A ricoprirne la carica di presidente è stata nominata la figlia maggiore di Luigi Bacci, Giovanna.

A cento anni dalla nascita, avvenuta a Jesi il 28/11/1920 e a dieci dalla scomparsa, l’associazione “Luigi Bacci”, si presenta al pubblico con un volume, una monografia sulla figura di Luigi Bacci, dal titolo Un banchiere innovatore, edito da Il Mulino, curata dal prof.

Augusto Ciuffetti e dal dott. Marco Torcoletti. Il primo, uno storico, docente di Storia economica presso l’Università politecnica delle Marche; il secondo, un giornalista, cultore e autorie di saggi di storia locale.

“È stato un uomo buono – hanno scritto i figli nella premessa – di grande rettitudine morale, dotato di un profondo senso del dovere; che ha sempre messo l’onestà al primo posto del suo agire e non ha mai pensato al proprio tornaconto personale.

Sempre pronto ad accogliere, ad ascoltare e a dare una mano a chiunque glielo chiedesse”.

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Ass.Luigi Bacci

Eventi e Novità

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Luigi

Bacci

Un banchiere innovatore

di Augusto Ciuffetti e Marco Torcoletti

Nello sviluppo economico delle Marche della seconda metà del Novecento legato al modello della «Terza Italia», un ruolo decisivo si deve a un tessuto produttivo di piccole e medie imprese, capace di rispondere alle esigenze delle comunità locali.

Esso si definisce intorno a uomini che interpretano le loro funzioni nella chiave di un forte impegno sociale e civile, destinato a superare ogni interesse personale.

Una di queste figure è quella di Luigi Bacci, protagonista, in qualità di direttore generale e poi di amministratore delegato, dell’espansione della Banca Popolare di Ancona.

Dal 1956 in poi, essa è artefice di uno sviluppo segnato dall’acquisizione di altri istituti di credito, fino a confluire nel 1995 nel Gruppo Banca Popolare di Bergamo-Credito Varesino. In questo volume si ricostruisce la sua biografia: Luigi Bacci è stato un banchiere innovatore, che ha contribuito a trasformare il volto della sua regione.

Egli è stato un protagonista assoluto del cosiddetto «modello marchigiano».

Augusto Ciuffetti insegna Storia economica nell’Università politecnica delle Marche. È autore, tra l’altro, di «Appennino.

Economie, culture e spazi sociali dal medioevo all’età contemporanea» (Roma, 2019) e de «Il fattore umano dell’impresa.

L’Azienda Elettrica Municipale di Milano e il welfare aziendale nell’Italia del secondo dopoguerra» (Venezia, 2017). Marco Torcoletti, giornalista pubblicista, collabora con quotidiani, periodici e settimanali.

È autore di vari saggi di storia marchigiana come «Gli Amatori, una famiglia nobile nel secolo della borghesia» (Jesi, 2002), «Il primo podestà, nascita e avvento del fascismo nella città di Jesi» (Jesi, 2013) e «Cronache del cambiamento» (Jesi, 2017).

Autori

Augusto Ciuffetti e Marco Torcoletti

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Augusto Ciuffetti è docente di storia economica presso il Dipartimento di scienze economiche e sociali dell'Università Politecnica delle Marche; fa parte del comitato scientifico delle riviste “Proposte e ricerche” e “OS/Opificio della storia” ed è socio onorario della Fondazione Fedrigoni di Fabriano. Attualmente è presidente dell'associazione RESPRO - Rete di storici per i paesaggi della produzione. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Il fattore umano dell'impresa. L’Azienda Elettrica Municipale di Milano e il welfare aziendale nell'Italia del secondo dopoguerra, Marsilio, Venezia 2017; Appennino. Economie, culture e spazi sociali dal medioevo all’età contemporanea, Carocci, Roma 2019; Il rapporto della regione con il territorio marchigiano, e Le “forme” dei terremoti, in Le Marche 1970-2020. La Regione e il territorio, a cura di F. Amatori, R. Giulianelli e A. Martellini, Angeli, Milano 2020.

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Marco Torcoletti è giornalista pubblicista e come tale ha collaborato con quotidiani, periodici e riviste. Studioso di storia locale, ha pubblicato diversi saggi di storia marchigiana, tra cui Gli Amatori, una famiglia nobile nel secolo della borghesia (Jesi 2002), Il primo podestà, nascita e avvento del fascismo a Jesi (Jesi 2013), Cronache del Cambiamento (Jesi 2017) e Il Murri di Jesi, un illustre passato e un futuro da scrivere (Jesi 2019). Nel 2018, ha ideato e condotto, per la rivista Password Magazine, il primo social documentario sulla nascita del contado di Jesi, dal titolo Res Publica. Promotore di iniziative culturali, con il Club autori jesini, di cui è cofondatore, ha organizzato la “Prima rassegna” del libro jesino, che si è svolta a Jesi nel 2019, con la partecipazione di decine di scrittori jesini, giunti dal resto d’Italia e dall’estero.

Luigi

Bacci

Luigi Bacci

Luigi Bacci nasce a Jesi il 28/11/1920. Nel 1940, si diploma geometra presso l’istituto tecnico commerciale e per geometri “Cuppari” di Jesi.

Nominato sottotenente di artiglieria solo l’anno seguente, parte volontario per la campagna di Russia.

A spingerlo verso una decisione di questo tipo non è l’adesione agli ideali fascisti, quanto la prospettiva, ampiamente vagheggiata dalla propaganda di regime, di un lavoro sicuro, come premio per tutti i reduci. L’esperienza del fronte, da cui tornerà prematuramente per gravi ragioni di salute, lo segna nel profondo.

Dopo una prima esperienza lavorativa, quale impiegato di un’azienda che commercializza ed esporta il famoso “cavolfiore precoce di Jesi”, nel 1948 viene assunto dall’allora

Banca popolare di credito Cooperativo di Jesi, allora guidata da Sante Gasparoni.

Il banchiere per eccellenza della storia jesina ed uno dei più significativi a livello marchigiano, trova nel giovane Luigi una persona dalle doti non comuni e ne fa il suo delfino.

Ha così inizio la lunga ascesa di Bacci all’interno di quell’istituto che assumerà,

dal 1970, la denominazione di Banca Popolare di Ancona.

Dal 1956, ne diviene direttore, e sotto la sua illuminata direzione, quella che sino ad allora era stata una piccola realtà del credito, finisce per diventare uno dei primi istituti marchigiani, una realtà complessa,

con sportelli diffusi in diverse regioni italiane.

Bacci, che resta sempre lontano dal clamore della mondanità, dedito esclusivamente alla famiglia, al lavoro ed ai pochi intimi amici di una vita, interpreta il suo ruolo di banchiere in maniera innovativa: costruisce un team di collaboratori capaci e motivati e dà fiducia ed impulso all’iniziativa della rampante

imprenditoria del nascente “modello marchigiano”.

L’impellenza di assicurare un futuro certo alla sua banca, che pure ha raggiunto ragguardevoli dimensioni, in un contesto segnato dalle sfide imposte da un mercato sempre più allargato e competitivo,

lo spinge a cercare la via delle alleanze. 

Viene così prendendo forma la fusione con un grande gruppo del nord, quello della Popolare di Bergamo-Credito Varesino di metà anni Novanta. Un matrimonio difficile che segnerà, non senza amarezza e strascichi, la fine dell’attività di banchiere di Luigi Bacci ma che, a posteriori, mostra il senso di una visione lungimirante.

Quella di Luigi Bacci, il banchiere innovatore, uno dei grandi interpreti

della ricostruzione postbellica e del boom economico italiano.  

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